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FARE ORDINE FUORI ( E QUINDI DENTRO... ) DI NOI

SPACE CLEARING & CLUTTER CLEARING08/05/2017 FARE ORDINE FUORI ( E QUINDI DENTRO... ) DI NOI

Ciascuno di noi ha sicuramente provato sulla propria pelle la benefica sensazione che ci pervade dopo aver riordinato i propri spazi domestici e/o lavorativi. Certo, a volte il solo pensiero del gravoso compito di metter mano ma soprattutto impegno nella selezione dei mille oggetti che ci circondano, può farci desistere dall'impresa. Ma forse entrare nel merito di quella che è ormai diventata in Inghilterra una vera e propria disciplina vale davvero la pena, soprattutto se si considera che lo "SPACE CLEARING" ( come è stata battezzata nei paesi anglosassoni la tecnica che si occupa letteralmente di "liberare lo spazio" ) può davvero contribuire a dar libero sfogo all'energia vitale che è spesso imprigionata nella nostra casa e ancor più dentro di noi, dandole non solo metaforicamente, ma anche materialmente, "spazio" .

Lanciata in Inghliterra prima, e negli Stati Uniti poi, circa 15 anni fa da Karen Kingston che per prima ha sistematizzato i principi di questa disciplina, lo Space Clearing affonda in realtà le sue radici in uno spazio/tempo molto lontano dal mondo occidentale e dall'epoca attuale, e più precisamente nella Cina di circa 4000 anni fa, rifacendosi ai dettami del Feng-Shui. Più  specificatamente, riconoscendo le interconnessioni esistenti tra materialità superflua e fluidità dell’energia vitale, lo Space Clearing aiuta a disfarsi di tutto ciò che non solo non ci serve, ma che addirittura ostacola la nostra evoluzione: alleggerire l’ambiente in cui viviamo significa anche, indirettamente, rendere leggero persino il nostro animo. I più scettici diranno che non è certo necessario frequentare corsi specifici per imparare ad infilare nella spazzatura oggetti inutili... ma il punto focale non è tanto il gesto ultimo, quanto piuttosto l'impegno mentale a monte, che consiste nel saper riconoscere e accettare l’effettiva inutilità o persino la dannosità di un oggetto: è questo il vero valore aggiunto che rende lo Space Clearing una vera e propria arte, che va oltre le mere esigenze domestiche.

Le nostre case, i nostri uffici, persino gli spazi che dovrebbero essere deputati al relax sono spesso stracolmi di oggetti che ci procurano ansia, o ci tengono incatenati ad un passato che non ci appartiene più, e che forse ostacola la nostra apertura verso nuovi e inaspettati scenari. Ma la cosa più sorprendente ed assurda è che siamo noi stessi ad autorizzare la messa in atto di questa strana forma di prigionia. Spesso senza capirne il vero motivo continuiamo per anni, a volte decenni, a rifiutarci di dar via suppellettili, vestiti, mobili, ecc., che seppur inutilizzati e a volte persino fonte di ricordi spiacevoli, sembrano legati a noi in maniera indissolubile tanto da impedirci di distaccarcene. Nascondendoci dietro l'alibi di frasi del tipo:  “Non si sa mai, potrebbe tornare utile prima o poi… “E’ costato una fortuna, sarebbe come buttar via tanti soldi” , ecc., non facciamo altro che alimentare il ristagno delle energie negative. Ciò avviene perchè restiamo spesso, in maniera più o meno consapevole, legati ad una visione statica del nostro passato, in cui magari non ci riconosciamo più, ma che costituendo il "noto" appare ai nostri occhi come un'ancora di protezione e sicurezza.  Questi oggetti - che crediamo di possedere, ma da cui in verità siamo noi stessi posseduti   - finiscono spesso per fagocitare il nostro tempo, le nostre energie,  le nostre stesse vite, diventando vere e proprie zavorre,  in grado di ingombrare il nostro spazio vitale bloccando il flusso creativo, e dandoci un senso di impotenza e fastidio in grado di ostacolare i processi innovativi.

Eliminare il superfluo ( in inglese "Clutter" - accumulo, confusione, ingombro, disordine - da cui i neologismi inglesi "CLUTTER CLEARING" e "DECLUTTERING" ) significa in fondo qualcosa di molto più importante: significa imparare a scegliere, prima fuori, poi dentro di noi.... in casa come nella vita !  Se è vero, come risulta da una recente indagine fatta negli Stati Uniti, che le persone usano soltanto il 20% delle cose che posseggono, mentre il rimanente 80% resta  stivato in armadi e ripostigli ( Legge del 20/80 o regola di Pareto ) , liberarsi di ciò che non ci serve vorrà dire avviare un vero e proprio processo di catarsi.

Riallacciandoci alle teorie del Feng Shui e del Ba-Gua ( diagramma sovrapponibile alla planimetria della casa per ricavarne la mappa energetica v. FAQ: Cos'è il BAGUA ) , secondo cui ad ogni zona della casa corrisponde un’area della nostra vita,  possiamo comprendere come secondo le teorie orientali un accumulo indifferenziato di oggetti-zavorra in ciascuno di questi spazi possa influire negativamente sui rapporti interpersonali, sullo studio, sul lavoro, la carriera, ecc.  

In ogni casa ci sono zone a rischio, a cominciare dall’entrata, troppo spesso intasata da cose di vario genere: ne sono esempio le cappottiere stracolme di cappotti, cappelli, sciarpe, ombrelli, borse, ecc.  Sotto il letto, invece, eventuali oggetti accumulati hanno il potere di influire sulla qualità del riposo e della vita onirica; mentre ammassare oggetti in cima agli armadi è sintomo di problemi irrisolti che incombono sulla nostra testa.

Tramite le pratiche dello Space Clearing e del Clutter Clearing diventa più semplice chiarire gli scopi che intendiamo perseguire nella nostra vita, mettendo a fuoco le nostre problematiche interiori nascoste. Comprendiamo le profonde cause della nostra pigrizia, delle nostre paure e dei nostri attaccamenti morbosi. Ci liberiamo dal timore di arrecare offesa a qualcuno sbarazzandoci di cose ricevute in dono che non ci sono mai piaciute, imparando che continueremo comunque ad amare la persona che ce l'ha regalato indipendentemente dal fatto che non ne condividiamo i gusti ; ci liberiamo dalle insicurezze e dalla sfiducia nel futuro  che è nascosto nell'attaccamento ad oggetti del passato. Chiediamoci se per caso la gran quantità di oggetti di cui ci circondiamo non serva anche a colmare vuoti interiori. 

Di seguito alcune delle regole fondamentali dello Space Clearing:

- Cominciando dall'entrata e procedendo in senso orario fate un giro di casa elencando e annotando con carta e penna tutte le zone critiche.

- Riordinate e ripulite procedendo per zone ben delimitate,  prima dietro le porte, poi dentro cassetti, vani chiusi, armadietti e così via. Ogni volta che ne terminate una, assaporate la soddisfazione che proverete nell'apporre la spunta sull'elenco. Non è necessario far tutto nel minor tempo possibile: ciascuno di noi può aver bisogno di tempi diversi, da qualche ora sino addirittura a qualche mese, a seconda di quanto vi sentite motivati.

- Dopo essere intervenuti in maniera circoscritta, passate a zone più estese, ma sempre suddividendole in parti facilmente gestibili per fasi successive.

- Quando fate la cernita delle cose da buttare o da tenere, non rimandate la decisione ad altro momento: per ogni oggetto prendete immediatamente una decisione ! Rimane o se ne va? Se rimane, assegnategli un posto. Altrimenti, buttatelo via senza rimpianti.

- Prima di buttare qualcosa valutate obiettivamente quanto è importante per voi. Se un vecchio oggetto o regalo suscita ancora gioia e affetto, è giusto conservarlo tra i ricordi. Se invece non incontra proprio i vostri gusti, o piuttosto vi lega ad una persona che vi ha arrecato del male, osservarlo anche solo di tanto in tanto potrebbe generare in voi emozioni negative: eliminatelo senza esitazioni !

- Non fate mai dietro-front sulle vostre decisioni: dopo aver deciso cosa buttare e cosa tenere, non tornate a chiedervi: e se invece potesse servirmi ?! La risposta sarà immancabilmente "forse posso tenerlo ancora", e così non getterete mai via nulla. Il modo migliore è chiedersi: quando potrà mai essermi davvero utile? Serve a migliorare i miei livelli di energia o mi fa sentire depresso ogni volta che lo vedo? E' questo l'unico metodo giusto....

- Di fronte agli oggetti di troppo, ripetetevi: 'Non succede nulla se li butto via, posso farcela !''. Disfarsi del superfluo vuol dire liberarsi e lasciarsi andare allo scorrere naturale della vita, che vi offrirà quello di cui avete bisogno piuttosto che farvi conservare le cose per sempre, perché "non si sa mai" ! - Se avete accumulato troppo, vi occorreranno più sedute prima che vi sentiate pronti a liberarvene. In certi casi può passare un anno intero prima che vi rendiate conto che un solo oggetto non vi è mai stato utile, e che quindi non lo sarà mai ! Non scoraggiatevi e proseguite comunque verso la vostra meta con i vostri tempi.

- Abituatevi a considerare il disfarsi del superfluo come un'esperienza gratificante. Quando ne avrete constatato i benefici, cercherete sempre più spesso queste gratificazioni. Liberarsi delle cose può darci lo stesso piacere che abbiamo avuto a suo tempo nel comprarle ! Le cose che ci circondano richiamano la nostra attenzione: più cose inutili abbiamo intorno più la nostra energia sarà trascinata verso il basso, verso le faccende materiali e ci allontanerà dagli scopi più nobili della nostra vita !

- Che fare delle cose che si è deciso di non tenere più? Dopo aver cestinato quelle rotte e inutilizzabili, aver restituito eventuali oggetti ricevuti in prestito e mai resi a qualche amico, aver dato nuova vita con un'opera di riciclo creativo, dare in beneficenza gli oggetti in buono stato può tornare utili agli altri, annullando il rimorso di aver buttato via i soldi impiegati per l'acquisto.... 

Comprate un nuovo oggetto solo se siete sicuri di poterne dar via almeno un altro senza rimpianto.  

Dopo aver appreso le reali modalità di implementazione di questa tecnica sarete sbalorditi nel constatarne la sua efficacia, e certi di non poter più cadere nella trappola dell'accumulo compulsivo. 

Provare per credere ! 



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